Musica: perché è importante per lo sviluppo dei bambini

Musica-Bambini-Sviluppo“Non si deve insegnare la musica ai bambini per farli diventare grandi musicisti, ma perché imparino ad ascoltare e, di conseguenza, ad essere ascoltati.”
Claudio Abbado

 “Gli esseri umani sono gli unici mammiferi in grado di creare musica.” È una frase che mi ha colpita subito e subito l’ho associata ai bambini. Infatti lavorando e vivendo con i più piccoli non si può non notare che sono attratti da tutti i suoni, gli piace crearli, ascoltarli, ripeterli nei loro giochi.

Un aspetto che ho trovato molto interessante è che per ascoltare, cantare o suonare si devono attivare entrambi gli emisferi del cervello:

quello destro, sede delle emozioni e delle capacità sensibili, coglie il timbro della musica e la melodia;

quello sinistro, invece, che controlla i processi logici, analizza il ritmo e l’altezza dei suoni.

Per questo diciamo che la musica è fondamentale nello sviluppo del cervello del bambino, lo aiuta ad affinare le capacità di astrazione, aumenta le competenze analitiche, matematiche e linguistiche. Quando poi i bambini imparano la musica, attraverso lo studio di uno strumento, affinano la concentrazione, l’autocontrollo e l’attenzione.

“La musica ha la forza di trasformare la nostra vita e le nostre prospettive.

È una piccola, ma fondamentale luce.”

 Noa

Molto prima che il neonato sia in grado di comprendere la lingua, capisce la musicalità che è al suo interno. Fin dal concepimento è immerso nei suoni del corpo della madre ed è raggiunto dal suono della sua voce. Dopo la nascita ritrova gli stessi suoni e, prima di arrivare a capirne il significato, ne apprezza la musicalità. Egli sviluppa così la capacità di ascolto: riesce a cogliere le sfumature, le inflessioni e persino l’emozione dietro le parole; in questo modo arriva a percepire e comprendere la lingua, ed è più facile acquisire il linguaggio.

La musica ha anche un ruolo nello sviluppo affettivo-cognitivo, infatti i genitori e le persone che si occupano della cura dei bambini sanno che cantare per i bambini e suonare per loro aiuta a tranquillizzarli e a creare un rapporto più stabile, rafforza il legame e crea una sensazione di benessere e armonia.

Anche le ricerche confermano questi dati, infatti molti ricercatori credono che la musica sia importante nella costruzione della base emotiva dei bambini e che li aiuti ad acquisire un senso di fiducia in se stessi, oltre a rafforzare l’autostima.

Allora come stimolare l’intelligenza musicale?

Si può iniziare già dalla gravidanza facendo ascoltare al bambino brani musicali e ninne nanne, con il neonato si può cantare, mimare le canzoni attraverso i gesti delle mani e del viso.

 A due – tre anni di età si propongano attività come imparare canzoncine e cantilene, suonare semplici strumenti, ma anche ballare e muoversi a tempo di musica. Altro valido aiuto è dato dai libri onomatopeici, che contengono parole che evocano un suono, un rumore o un verso di un animale. Fino ad arrivare per i bimbi più grandicelli a riconoscere le note, cantare in un coro ed imparare a suonare uno strumento vero e proprio.

Qual è lo strumento più adatto?

Per scegliere lo strumento più adatto è importante sapere che:

La batteria e i tamburi aiutano la coordinazione e il bambino attivo e vivace a scaricare la sua energia.

La chitarra per forma e sonorità soddisfa un bambino poco incline ad esprimere le proprie emozioni.

Il pianoforte stimola la coordinazione per la mano destra e per la sinistra. Inoltre permette di ricavare una soddisfazione immediata.

La tromba è piuttosto semplice, ma richiede molta forza. È adatta a bambini con notevole energia da esprimere e con la tendenza a dominare.

Il flauto traverso richiede braccia lunghe, polmoni sviluppati e capacità di mantenere la posizione eretta.

Il violino richiede precisione, dita sottili, braccia non troppo corte e un temperamento riflessivo e tranquillo.

“La musica apre la mente all’immaginazione,

aiuta a raggiungere i sogni.

Salvatore Sciarrino

 

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