Togliere il ciuccio: quando e come?

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I primi passi, le prime parole, lo spannolinamento. Nei primi anni della loro vita, i nostri bimbi compiono rapidamente progressi enormi con un unico, vero obiettivo: diventare grandi! Le progressive conquiste che raggiungono comportano anche qualche perdita, spesso dolorosa: ah, quanti pianti e capricci per i pannolini tolti, per quel vasino che inizialmente vedono come “cattivo” o per la separazione dal ciuccio, vero?

Già, il ciuccio: per i bambini è qualcosa di più di un semplice oggetto. È un compagno di viaggio che dona conforto, rassicura e calma nei momenti di agitazione, rabbia o stanchezza. Sin dalla nascita i nostri piccoli cercano autonomamente delle soluzioni per consolarsi quando, per qualche ragione, sono infastiditi, indispettiti o assonnati: prima il pollice alla bocca, poi questo “magico” amico.

Crescendo, i bambini lo cercano al momento della nanna o durante il distacco dalla mamma nel corso della giornata. Il suo utilizzo diventa quindi un’abitudine consolidata rassicurante della quale è difficile privarsi all’improvviso. Ecco perché separarsene, a volte, può essere un vero e proprio trauma.

Come toglierlo?

C’è chi lo fa sparire da un momento all’altro, chi preferisce farlo gradualmente, chi lo perde di proposito. Non è mai un’operazione semplice e non esiste una “soluzione definitiva” e migliore di altre. Spesso i genitori non sanno da dove iniziare, ma c’è una premessa che vale per tutti: ogni bambino è diverso dagli altri, e soprattutto ogni bimbo ha i suoi tempi!

Quando toglierlo?

Alcuni studi condotti in proposito sostengono che i bambini che continuano ad usare il ciuccio dopo i 4 anni hanno maggiori probabilità di andare incontro a problemi dentali nella parte posteriore della bocca. Ecco perché pedagogisti ed esperti consigliano di toglierlo entro i tre anni di età.

Certo, direte, più facile a dirsi che a farsi!

Così come per lo spannolinamento, anche in questo caso cercate sempre di osservare il loro comportamento: uno dei primi segnali che potete utilizzare per capire se è il momento giusto di intervenire è valutare il livello di “prontezza”. Se notate maggiore sicurezza in sé stessi e nelle proprie capacità, allora non tergiversate!

Vi suggeriamo alcuni consigli che vi aiuteranno a togliere il ciuccio senza particolari traumi.

Naturalmente, non aspettatevi che tutto filerà liscio: probabilmente i primi giorni saranno un disastro, ma nel giro di pochi giorni anche il bimbo più “terribile” riuscirà ad abituarsi a questo nuovo cambiamento.

1. Parlategli: uno dei modi più efficaci nel riuscire in questo intento è far credere al bambino che il ciuccio sia un ostacolo al gioco e alla conversazione. Potete invogliarlo a parlare, raccontare una storia o a giocare con gli amichetti: durante la suzione è più complesso giocare, aspetto che può spingerlo ad abbandonare definitivamente questo “intralcio” al divertimento.

2. Preparatelo: agite gradualmente ma con un po’ di anticipo, incoraggiatelo se riesce a stare senza ciuccio e spingete anche gli altri familiari, tata o baby sitter a complimentarsi con lui per questa “grande impresa”. In questa fase è importante anche condividere intenti e comportamenti con tutti coloro che interagiscono con il bimbo, per avere una linea comune di azione.

3. Premiatelo: stabilite con lui un regalo speciale da comprare insieme se riesce a stare del tempo senza ciuccio. Lodatelo, fategli complimenti facendolo sentire grande davanti agli altri. E se notate che ci riesce di giorno, allora significa che è l’ora di iniziare anche di notte.

4. Utilizzate la fantasia: che sia il “topino dei ciucci” che, come per i denti, passerà di notte a prendere il ciuccio lasciato sotto il cuscino, o una fatina piccola e magica che se ne prenderà cura lasciando in cambio un giocattolo, potete trovare tanti stratagemmi creativi per invogliare il vostro piccolo a fare questo passo. 

5. Non forzatelo: fare sparire il ciuccio da un momento all’altro potrebbe provocare nervosismo e insofferenza nel bambino. Coinvolgetelo e dategli spiegazioni. Soprattutto non iniziate questo step in concomitanza di eventi importanti come la nascita di fratellini o sorelline, ingresso alla scuola materna o cambi di casa. E se seguite una linea di condotta, mostratevi decise senza cedere mai: anche un solo ripensamento dimostra al bimbo che si può tornare indietro, e quando ci riproverete sarà ancora più difficile.

Insomma, non disperate: serve solo un bel po’ di pazienza e, con qualche espediente, vedrete che il ciuccio diventerà presto solo un ricordo per i vostri bimbi!

 

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