Osteoporosi: come mantenere le ossa forti e sane

osteoporosi

L’osteoporosi è una malattia cronica caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da un’alterazione del tessuto scheletrico, i quali portano ad aumento del rischio di fratture. Si stima che in Italia siano affetti da questa patologia 1 donna su 3 oltre i 50 anni e 1 maschio su 8 oltre i 60 anni. Il problema principale dell’osteoporosi è che resta asintomatica fino a quando non subentra una grave frattura.

Nel corpo umano, scheletro, articolazioni e muscolatura cambiano continuamente. Quando si è giovani, ciò avviene in modo più rapido e la massa muscolare e ossea cresce. Superati i 30 anni, la perdita comincia a superare la rigenerazione e bisogna prestare più attenzione.

Come prevenire l’insorgenza dell’osteoporosi?

Fattori decisivi sono sicuramente una buona alimentazione e una regolare attività fisica. Un allenamento e una dieta corretti, infatti, rappresentano pratiche capaci di prevenire la maggior parte delle malattie senili e l’invecchiamento in generale.

Dolori alla colonna vertebrale e alle articolazioni sono i sintomi più comuni, che nella maggior parte dei casi sono dovuti a sedentarietà, sovrappeso e/o sforzi eccessivi. La prima cosa giusta da fare, quindi, è andare da uno specialista che prescriva esami diagnostici appropriati e le cure più indicate nel singolo caso. Con un’adeguata terapia riabilitativa o farmacologica in genere si guarisce.

Quali sono i fattori decisivi?

Ad influenzare la salute delle ossa gioca un ruolo chiave l’alimentazione, che dovrebbe essere equilibrata e soprattutto ricca di alimenti fonte di calcio, come latticini, spinaci, soia, broccoli, alghe. Il calcio è essenziale per lo sviluppo e per la salute delle ossa e dei denti: il continuo processo di rimodellamento prevede, infatti, il riassorbimento e la deposizione di calcio nel nuovo tessuto osseo. Fondamentale è anche la vitamina D, che aiuta il corretto assorbimento del calcio presente negli alimenti.

Inoltre, per quanto riguarda l’attività fisica, la stimolazione dell’apparato muscolo-scheletrico influisce positivamente sul metabolismo osseo, favorendone il rinnovo e riducendo il rischio di fragilità. Questo avviene a tutte le età: nei bambini l’attività motoria favorisce il corretto sviluppo della massa ossea e, nelle persone anziane, ne riduce invece la perdita e migliora il tono muscolare.

Osteoporosi: chi è maggiormente a rischio

Disturbi alimentari, obesità, malattie del sistema gastrointestinale, come coliti, celiachia o morbo di Chron possono incidere negativamente sulla densità ossea.
Anche il tabacco e l’abuso di alcol indeboliscono lo scheletro, oltre a essere causa altre malattie. Nelle persone obese, elevati livelli di massa grassa, soprattutto a livello addominale, riducono la muscolatura, che normalmente contribuisce al rafforzamento dell’ossatura. Inoltre, più grasso significa meno vitamina D e, quindi, ossa più fragili e a rischio fratture.

Rischi “di genere”

Ci sono poi alcuni fattori di rischio non modificabili, dei quali però è bene essere informati. Le donne hanno, per costituzione, una minore massa ossea e quando si entra in menopausa, il brusco calo della produzione di estrogeni, determina l’alterazione del metabolismo osseo e dei processi di rimodellamento.

Altro fattore di rischio è l’età, perché con gli anni le ossa si assottigliano e indeboliscono e le articolazioni e cartilagini si consumano. Contano anche storia familiare e genetica, in quanto alcune patologie possono predisporre a sviluppare l’osteoporosi.

 

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