A che età possono andare in piscina i bambini?

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Sapore di sale, sapore di mare.”

Dai che manca poco, pochissimo! Per i più “sfortunati”, ovviamente.

Eh sì, perché i più fortunati sono già in vacanza, probabilmente proprio in questo momento sono in acqua. Beati loro, quanta invidia!

Beh, poi ci sono anche coloro che rientrano nella categoria degli sfortunatissimi: tutti quelli che per i più disparati motivi, sono costretti a restare in città e che possono vedere il mare solo in cartolina.

Un abbraccio virtuale per tutti voi!

Se siete tra loro, sappiate che un rimedio per sopravvivere alla calura e all’afa estiva c’è e si chiama piscina!

Non sarà proprio come essere in spiaggia, ma almeno offre un po’ di refrigerio e la possibilità di godere di qualche ora di relax pur restando in città.

E soprattutto, può diventare per i vostri bimbi un luogo di apprendimento e di divertimento.

In estate possono socializzare tra di loro e godere prima di tutto dei vantaggi di stare all’aria aperta, durante tutto l’anno – se decidete di iscriverli a corsi dedicati – possono invece avvicinarsi ad uno sport meraviglioso come il nuoto, con tutti i suoi benefici.

Ma a che età possono andare in piscina i bambini?

Si sa, l’acqua è l’ambiente naturale dei neonati, che hanno “nuotato” per nove mesi nel ventre della mamma prima di venire al mondo.

Per questo motivo, possono entrare teoricamente in acqua già pochi giorni dopo la nascita.

Occhio però alla temperatura dell’acqua stessa.

Potete portarli in piscina a tre mesi se la struttura è attrezzata per mantenere l’acqua a 33 °C. A sei mesi “bastano” 30 °C. Questa indicazione vale sia in estate sia in caso di iscrizione a un corso di nuoto.

In questo secondo caso, il corso deve svolgersi in vasche piccole e in acqua bassa.

I corsi di nuoto per bambini fino a tre anni richiedono la presenza di un genitore in acqua: l’obiettivo è sviluppare l’acquaticità attraverso il gioco, ma il nuoto accresce la fiducia in sé stessi e rinforza anche il sistema cardiocircolatorio e l’apparato respiratorio e scheletrico.

Ma non solo: i benefici per i nostri bimbi sono di due tipi.

1 – Di carattere psico-motorio: l’attività in acqua migliora e rafforza le prestazioni di cuore e polmoni e stimola l’apparato deputato al senso d’equilibrio, che si trova nell’orecchio, grazie alla ridotta forza di gravità e al galleggiamento.

Nuotare e giocare in piscina permette anche di rinforzare la struttura corporea grazie alla stimolazione di muscoli che normalmente non si usano e in particolare dà benefici alla schiena perché abitua a mantenere una postura corretta.

2 – Di carattere formativo: in piscina il bambino impara ad adattarsi a un nuovo ambiente, quello acquatico, in cui deve gestire in maniera corretta le proprie emozioni e per fare ciò è stimolato ad ascoltare con più attenzione i genitori, che lo guidano e lo aiutano nell’affrontare l’acqua, spiegandogli come muoversi per stare a galla.

Inoltre, il bambino esplora i suoi sensi e come si modificano a contatto del liquido: per esempio, attraverso il tatto sperimenta la sensazione dell’acqua sulla pelle, oppure può scoprire come si modifica la vista immergendo la testa.

Dopo i tre anni, i corsi possono proseguire senza mamma e papà, solo con l’istruttore. A sei anni il bambino è ormai pronto ad avvicinarsi alle tecniche di nuoto, ma sempre attraverso il gioco.

Durante la stagione estiva, se decidete di portare i vostri piccoli in piscina, tenete sempre in considerazione le raccomandazioni valide anche al mare.

No agli orari più caldi: portate sempre in borsa un copricapo e una buona crema solare naturale.

Per i bambini già un po’ più grandi invece, non dimenticate le ciabatte – il pericolo infezione è sempre dietro l’angolo! – cuffia e occhialini per proteggere i capelli e gli occhi.

Pronti per un bel tuffo?

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