Pisolino pomeridiano: perché fa bene e fino a che età farlo?

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Diciamocelo: noi dopo pranzo, che sia a lavoro, a casa, al mare o in qualsiasi altro posto al mondo, una mezz’oretta – o anche più – sul letto o sul divano, la faremmo molto volentieri.

E alzi la mano chi sostiene il contrario!

Ma i nostri bimbi invece? Pisolino sì, pisolino no?

Tanti neo-genitori se lo chiedono, e i pareri a riguardo – anche di esperti – non diminuiscono certo la confusione!

C’è chi ne mette in luce i benefici e chi invece sostiene che finisce per alterare il sonno notturno dei nostri pargoli.

Partiamo da una premessa: la famosa “pennichella” pomeridiana non è un capriccio, ma è spesso un’esigenza fisiologica per i nostri bambini.

Il sonno è un momento fondamentale all’interno della giornata di qualsiasi individuo, ma mentre per noi grandi le incombenze della vita quotidiana possono incidere sulla qualità del riposo senza gravi conseguenze, per i bimbi il discorso è diverso.

Il momento della nanna deve rimanere un punto fisso sacro e inviolabile: i piccoli devono dormire bene e a sufficienza.

Non ne parliamo poi in vacanza: buche, castelli di sabbia, torri da costruire e corse avanti e indietro. Tutte attività amate dai nostri bimbi in spiaggia, ma che sfiancano noi come stessimo correndo la Maratona di New York, figuriamoci loro!

E allora, perché negare il riposino pomeridiano se sono particolarmente stanchi?

Beh, c’è anche da dire che ci sono bambini che, dopo pranzo, dormono sereni per ore, altri che si rilassano una mezz’oretta e altri ancora che proprio non ne vogliono sapere.

Ecco, questo è il punto: non preoccupatevi più di tanto, saranno loro a guidarvi e a farci capire ciò di cui hanno bisogno.

Perché fa bene?

Sono tante le ricerche scientifiche che dimostrano come la pennichella faccia bene sia a grandi che piccini.

Dormire nel pomeriggio produce numerosi effetti positivi sul cervello, migliorando memoria e capacità di concentrazione e permettendo di recuperare energie e il senso di benessere.

La nanna ha una funzione di apprendimento, ma non solo: è indispensabile all’equilibrio di ogni bambino, perché serve ad affrontare con energia e buonumore il resto del pomeriggio fino all’ora di cena.

Ca va sans dire, eliminare il pisolino nella giornata di un bambino potrebbe essere controproducente: spesso si è convinti che crolli, la sera, facendogli saltare volutamente il riposo pomeridiano.

In questo caso però, spesso si ottiene l’effetto opposto, perché il piccolo arriva più nervoso ed eccitato alla fine della giornata e perciò ancor più riluttante ad abbandonarsi alla nanna.

Se c’è il rischio che, avendo dormito il pomeriggio, non dorma bene la notte, bisogna fargli fare il sonnellino subito dopo pranzo.

L’orario giusto?

Tra le 13 e le 16. Bisogna sfruttare il momento di stanchezza che il bimbo avverte subito dopo pranzo e che fa capire con segnali inequivocabili: si strofina gli occhi, diventa capriccioso, non risponde alle proposte di nuove attività.

E la durata?

Ovviamente non bisogna non esagerare: alcuni bambini si “ricaricano” con un riposo di mezz’ora o un’ora, altri hanno bisogno di dormire più a lungo.

Il pisolino pomeridiano rischia di influenzare il sonno notturno se dura troppo, soprattutto dopo il secondo anno di vita.

Dovrebbe quindi durare una o due ore (mai più di tre): dormire troppo quindi non va bene, così come non è opportuno far dormire il bambino troppo tardi, ovvero a ridosso della cena.

E se il piccolo continua a dormire?

In genere i bambini sono capaci di autoregolarsi e si svegliano da soli, ma se il riposo pomeridiano dura un po’ troppo, rischia di ritardare l’ora della nanna alla sera o provocare problemi di insonnia durante la notte.

In questo caso lasciate pure dormire il piccolo, ma ricordatevi di svegliarlo dolcemente dopo un certo lasso di tempo.

Fino a che età?

In genere fino ai tre anni di età i bambini sentono il bisogno del riposino pomeridiano, ma non c’è una età precisa per “smettere”: c’è chi rinuncia prima, altri che invece vogliono farlo ancora a sei-sette anni.

Ognuno ha necessità diverse: il pisolino, fino ai cinque-sei anni, è quasi d’obbligo.

Ovviamente più si cresce, più diminuisce la necessità della classica pennichella, che invece rischia di ostacolare il sonno notturno.

E se non vuole riposare?

Partendo dal presupposto che non si deve costringere il bambino ad andare a dormire per forza, potete ricorrere agli stessi espedienti che utilizzate per favorire la nanna notturna.

Una filastrocca, cantare la ninna nanna: piccoli rituali che lo rassicurano e che lo aiutino a rilassarsi per poi cadere tra le “braccia di Morfeo”.

Cercate di abituarlo a dormire nello stesso luogo, sia di giorno che di notte, preferibilmente nel suo lettino.

In questo modo imparerà ad identificare una determinata stanza, che dovrebbe essere al buio o in penombra e possibilmente lontana da rumori o altri stimoli visivi e uditivi, come “il posto in cui si fa la nanna”.

Pisolino sì, pisolino no: e voi da che parte state?

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