MAAM: essere genitori significa essere una risorsa, anche a lavoro

Maam-Genitorialità

Tra lavoro e mille impegni quotidiani, asili, baby sitter, tate, nonni e chi più ne ha più ne metta.
Lo abbiamo detto spesso in passato e lo ripetiamo anche questa volta: quant’è difficile il “mestiere” dell’essere genitore?

Per non parlare poi del fatto che ancora oggi, nel 2019, il rientro al lavoro dopo la maternità è per molte mamme un vero e proprio incubo.

Certo, non che per i papà sia tutto rose e fiori!

Con evidente e colpevole ritardo, nel 2012 si è arrivati finalmente a istituire per legge il congedo papà, alternativo al concedo di maternità.

Eppur – qualcosa – si muove…

Spesso, ed erroneamente, siamo portati a concepire il mondo del lavoro e quello della genitorialità a tutto tondo come contrastanti tra loro, antitetici, finendo per chiederci come conciliare le due sfere.

Beh, in realtà seppur totalizzanti, questi due mondi rientrano in un chiaro e preciso ambito comune a tutti: la nostra vita.

Ed è proprio l’esperienza di vita di ciascun genitore ad essere al centro del percorso formativo MAAM, che con l’associazione Valore D, ha lanciato un Osservatorio dedicato con l’obiettivo di dimostrare che essere genitori è una risorsa, in primis per mamma e papà, ma anche per le aziende.

Cos’è MAAM

Come accennavamo, MAAM è un programma di formazione aziendale che trasforma l’essere genitori in un vero e proprio master in competenze chiave per la crescita professionale.

Sì, avete letto bene. Questo percorso di auto-consapevolezza nasce dal presupposto che la genitorialità è una vera e propria palestra, una scuola d’insegnamento che attiva e fa emergere delle competenze specifiche sia nelle mamme che nei papà.

Competenze trasversali che spesso abbiamo difficoltà a riconoscere come tali, ma che in realtà sono proprie dell’essere genitori.

Ecco, l’obiettivo di MAAM è proprio portare alla luce questo bagaglio di risorse: avere dei figli, prendersene cura, significa avere in casa una palestra continua di sfide ed errori che migliora le capacità innovative dei genitori. 

I risultati dello studio

Al momento circa cinquanta aziende hanno sperimentato MAAM.

I dati raccolti hanno portato alla nascita di un’altra realtà, l’Osservatorio Genitorialità, cui collaborano MAAM e Valore D, la prima associazione di grandi imprese in Italia creata per sostenere l’equilibrio di genere.

Insieme hanno studiato il comportamento di quasi 3.400 neogenitori con figli da 0 a 3 anni.
Cosa è emerso dalla ricerca?

Mamme e papà che leggete, drizzate le antenne: i genitori sono veri e propri innovatori.

Gli innovatori, secondo la ricercatrice statunitense Teresa M. Amabile, sono caratterizzati da curiosità, energia, problem solving, perseveranza e propensione ad accettare e affrontare i rischi tipici di una nuova sfida da intraprendere.

Tali caratteristiche – rullo di tamburi – sono riscontrabili anche nei genitori!

D’altronde, così come scriveva anche il noto pediatra Terry B. Brazelton, quando a casa arriva un bebé, i genitori si trovano ad affrontare un mondo nuovo, subendo il grande cambiamento di assumersi la piena responsabilità di un nuovo impegno sconosciuto.

Esiste, nella vita di ognuno di noi, sfida più grande?

Ecco le sette scoperte principali che permettono di poter sostenere, una volta per tutte, che la genitorialità è una vera e propria risorsa da valorizzare, non un limite!

  1. Avere figli cambia la visione del futuro: dà ai genitori una visione chiaramente a lungo termine, contribuendo ad alimentare un sentimento di fiducia nei confronti del futuro stesso.

Ciò deriva dal fatto che ogni genitore vuole assicurare un futuro migliore ai propri figli, e cerca di agire in tutta la sua vita per raggiungere questo scopo.

  1. Vedere il mondo dal punto di vista del bambino allena nei genitori il pensiero laterale, la curiosità e l’esplorazione, provocando un aumento della creatività.
  2. Allenare la creatività attraverso il gioco con i propri bimbi diventa un esercizio naturale e potente.
  3. Le situazioni innescate dai bambini, come il gioco o la costruzione di nuovi giochi utilizzando oggetti che abbiamo già a casa, stimolano la capacità di problem solving e permettono di trovare soluzioni di volta in volta sempre più originali.
  4. I genitori accolgono e amano gli errori, da essi possono imparare sia loro che i propri figli.

Gli errori sono una grande enciclopedia a portata di mano”, dichiara uno dei soggetti intervistati.

Crescere un figlio ci porta ad accettare e perfino ad amare l’errore, riconoscendo in esso la portata formativa. Sbagliare fa parte della vita, ed è proprio dagli errori che s’impara.

  1. La flessibilità mentale, la capacità di adattamento alla nuova condizione di genitore, sono direttamente collegate alla risoluzione dei problemi, a casa così come a lavoro.
  2. Tali competenze innovative possono essere trasferite da famiglia a lavoro e viceversa.

Così come le risorse organizzative, comunicative e sociali che acquisiamo durante la nostra esperienza professionale possono essere utilizzate a casa nella sfera familiare, anche quelle che sviluppiamo da genitori possono essere poi utilizzate e valorizzate a lavoro.

MAAM è quindi un modello di apprendimento “vincente” poiché si basa sul fatto che tali competenze vengono acquisite in modo spontaneo e naturale, portate alla luce dall’interesse e dall’amore verso i propri figli e adattabili anche al contesto lavorativo.

Ecco perché le mamme e i papà sono vere e proprie risorse anche per le aziende: riconoscere questo aspetto significa valorizzare appieno il potenziale dei propri dipendenti, consentendo loro di impiegare al meglio tutte le risorse e di sentirsi apprezzati da colleghi e datori di lavoro.

E in questo modo può davvero e forse definitivamente cambiare la percezione della genitorialità sul luogo di lavoro.

 

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