Svezzamento: 6 cose da sapere

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Se ne sentono di cotte e di crude, tanti pareri, opinioni e consigli che finiscono per generare ancora più dubbi nella testa già non proprio “in ordine” di ogni neo genitore.

Amiche, parenti, nonni, conoscenti: è giusto ascoltare tutti, ci mancherebbe, ma in materia di svezzamento seguite come fossero Bibbia le indicazioni del pediatra!

Ecco, questo è già un primo punto che sentiamo di consigliarvi introducendo il tema del giorno: come affrontare il passaggio da un’alimentazione esclusivamente a base di latte ad un’alimentazione mista in cui si introducono gradualmente nella dieta del bambino cibi solidi?

Beh, care mamme e cari papà che leggete, non preoccupatevi se avete giusto un po’ di confusione a riguardo.
Siete in dolce compagnia.

Tutti i genitori infatti si sono posti e continuano a porsi questa domanda, trovandosi ad affrontare questo momento fatidico nella crescita dei propri pargoli.

Ed è proprio con riferimento ai consigli dei pediatri e dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che vogliamo provare a darvi qualche linea guida da seguire e qualche consiglio, per aiutarvi a vivere con maggiore serenità e senza troppi patemi d’animo questa tappa.

1 – Quando iniziare?

L’OMS consiglia di introdurre alimenti diversi dal latte dopo il compimento dei sei mesi di vita del neonato.
In questa fase delicata, meglio non essere rigidi e rispettare tempi e gusti del bambino.

2 – Come capire se il piccolo è pronto?

Osservatelo e cercate di comprenderne i comportamenti: potete capire se è pronto quando riesce a mantenere il capo eretto, quando mostra interesse e curiosità sulla vostra, di pappa, e quando riesce a coordinare occhi, mani e bocca per guardare il cibo, afferrarlo e portarlo alla bocca.

Un altro segnale da tenere in considerazione è l’approccio che ha con il biberon o con il seno, se è vorace, lento, disinteressato o molto curioso.

Non spaventatevi, quindi: lo svezzamento è un passaggio fondamentale e delicato, dicevamo, che richiede tanta pazienza, impegno e dedizione – come ogni tappa della loro crescita d’altronde -, ma quando arriverà il momento giusto ve lo farà capire!

3 – Quali alimenti introdurre?

Sappiamo che nei primi mesi di vita il latte materno è il miglior alimento per il bambino, e rappresenta il necessario sostentamento per la sua crescita.

Intorno ai 6 mesi però, lo svezzamento è fondamentale anche perché il latte materno potrebbe non essere più sufficiente a soddisfare i bisogni nutritivi del bambino.

Tra i primi alimenti complementari, potete sperimentare quelli di transizione (passati, purea, semisolidi) come vegetali cotti e tritati, frutta grattugiata, crema di riso messa nel latte.

È indispensabile introdurre nuovi alimenti nella sua dieta ma con gradualità: potete sostituire la poppata delle 12 con una pappa con brodo vegetale da proporre in piccole dosi, per farlo abituare ai nuovi gusti.

L’acqua che contiene è un eccellente veicolo per trasportare le sostanze nutritive nel suo pancino, e costituisce una buona fonte di sali minerali e vitamine che le verdure disperdono nel brodo durante la cottura.

Bisogna tentare e proporre alimenti diversi, per capire quale gusto gli piace di più e per abituarsi ai nuovi sapori.

Iniziato lo svezzamento, dopo i primi mesi il bambino potrà mangiare la maggior parte dei cibi.
L’obiettivo è avvicinare la sua alimentazione al modello alimentare famigliare.

Dopo un mese dall’introduzione della prima pappa potete inserirne una seconda, andando a sostituire la poppata della sera.

Preferite sempre frutta e verdura di qualità e di stagione, evitate invece l’utilizzo dello zucchero (incluse bevande zuccherate), del sale e del miele che potrebbe contenere un batterio pericoloso per il suo apparato digerente, il botulino.

4 – E il latte materno?

Beh, continua a essere importante. L’allattamento può tranquillamente proseguire fin quando la mamma e il bambino saranno entrambi d’accordo a continuarlo. Il numero delle poppate ovviamente andrà ridotto in base ai pasti complementari.

L’OMS raccomanda in tal senso di proseguire l’allattamento al seno fino all’anno di vita.

È fondamentale che il 50% dell’apporto nutrizionale continui a essere coperto dal latte materno, o in mancanza di questo – e sempre sotto indicazione del pediatra -, da latte per l’infanzia formulato per le specifiche esigenze nutrizionali di quest’età.

5 – Cosa fare se rifiuta il cibo?

È chiaro che non tutti i bambini vivono questo momento allo stesso modo: c’è chi lo affronta con più serenità, altri con maggiore ostilità anche perché magari associato ad un distacco dalla mamma.

È importante non demordere mai e avere pazienza, d’altronde l’obiettivo dello svezzamento è iniziare un percorso di educazione alimentare che dovrebbe accompagnarlo fino a scuola.

Provate con una gamma più ampia possibile di cibi ascoltando anche il parere del pediatra, in modo che si alimenti in modo equilibrato ma anche per abituarlo ad apprezzare tutti i gusti.

Ricordate che è dallo svezzamento che si sviluppano le abitudini alimentari che poi si porteranno dietro per il resto della vita.

6 – Come costruire un buon rapporto con il cibo?

Parlare di svezzamento non significa solo fare riferimento alla scelta degli alimenti: in questo delicato percorso, è fondamentale anche un ambiente sereno, collaborativo e affettuoso, fatto di abitudini, orari e tempi regolari.

Mamma e papà devono incoraggiare, in maniera decisa ma calma, il bambino a mangiare: la cura che viene dedicata a questo momento della giornata contribuirà a formare il rapporto che il bambino, una volta grande, avrà con la pappa.

Bisogna stimolarlo a sperimentare e a provare, con calma e senza agitarsi se inizialmente rifiuta il cibo.
Un clima sereno può aiutarlo a sviluppare buone pratiche alimentari.

Al contrario, arrabbiarsi, spazientirsi, imporgli di provare un determinato alimento, contribuiranno solo a mettere il bimbo sotto pressione e a rifiutarlo, da piccolo e da grande.

Pronte per iniziare?

 

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