I bambini e la paura: come aiutarli a gestire questa emozione?

bambini-e-paura-come-gestire-questa-emozione

Tutti abbiamo paura.

La differenza sta nella domanda:

paura di cosa?

Frank Thiess

Tutti abbiamo paura perché essa è una delle emozioni basilari della vita dell’uomo ed ha una funzione importante per la sopravvivenza: ci segnala cioè un pericolo che si trova all’esterno di noi.

Il suo scopo principale è quello di attivare in noi tutti quei comportamenti e quelle modificazioni fisiologiche che ci portano a proteggerci. Anche i bambini fanno esperienza della paura fin dall’inizio della loro vita, come le altre emozioni anche questa li accompagna nelle loro esperienze modificando e costruendo la loro personalità.

Possiamo distinguere tre diverse categorie di paure: innate, tipiche della crescita e  apprese o indotte.

Le paure innate sono presenti fin dalla nascita e riguardano tutti i cambiamenti esteriori che investono i sensi del bambino, come i rumori forti o le luci accecanti.

Le paure legate alla crescita compaiono in determinati periodi per poi essere superate e, nella maggior parte dei casi, scomparire, tuttavia può accadere che si ripresentino o che restino irrisolte.

Ad esempio verso gli 8/9 mesi compare la paura dell’estraneo; tra i 12/18 mesi fino anche ai 3 anni è presente la paura della separazione dalle figure di attaccamento; fra i 3 e i 5 anni sono tipiche le paure dei mostri, delle streghe, degli animali, del temporale e del buio; tra i 6 e i 12 anni le paure si concentrano sulla persona e la sua salute, infatti si temono le malattie, ma anche le aggressioni da parte di ladri e i rapimenti; infine in adolescenza compaiono le paure legate all’aspetto: immagine di sé, giudizio altrui, cambiamenti fisici.

Infine ci sono le paure apprese o indotte, esse sono legate alle esperienze che vive il bambino o allo stile educativo dei genitori e alle risposte che si ricevono ogni volta che manifesta una paura, ma anche all’ambiente esterno, ai mass media, alle pubblicità, a ciò che accade.

I genitori possono fare qualcosa per aiutare i propri figli nell’affrontare le paure? Certamente sì!

Si tratta di azioni discrete e ferme, poiché il bambino ha prima di tutto bisogno di sentirsi capito:

  • attendere i suoi tempi senza fare pressioni;
  • aiutarlo a prendere dimestichezza con l’oggetto della paura in modo delicato;
  • sostenerlo e consolarlo facendogli notare che è normale avere paura;
  • evitare gli eccessi sia nell’essere troppo coraggioso sia troppo coccolato;
  • raccontare la propria paura e il modo in cui si affronta.

Prendiamo come esempio una tipica paura legata alla crescita, quella del buio.

Per un bambino il passaggio dalla veglia al sonno è denso di significati. Addormentarsi significa perdere il controllo, l’orientamento, la vicinanza dei genitori, il buio presenta delle ombre e dei rumori sconosciuti o che non si riconoscono con facilità, se ci si sveglia all’improvviso ci si sente soli e persi, così subentra la paura.

Anzitutto bisogna sentirsi sicuri per dormire, la vicinanza fisica del genitore nel momento in cui ci si addormenta è fondamentale; si possono leggere delle fiabe dove il protagonista affronta e supera gli ostacoli, si può ripercorrere insieme la giornata per spiegare e concludere le vicende e dare un nome alle cose; è molto utile tenere una piccola luce accesa che offre al bambino un punto di riferimento per orientarsi nella stanza e dargli coraggio per attraversare la sua paura.

Ancora nessun commento

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.