Natale: cosa insegna questa festa ai bambini?

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Il Natale è un periodo molto particolare e caratteristico dell’anno e non può passare inosservato. La preparazione al giorno di Natale riempie città e case, l’ambiente si illumina a festa e gli adulti si impegnano nei preparativi…e i bambini?

Per i bambini fino a 6/7 anni questa festività ha tutto il sapore della magia, della gioia e dell’attesa; i più piccoli fanno mille domande e osservano ciò che accade intorno a loro. Guardano e apprendono dagli adulti che li circondano come vivere il Natale, cosa aspettarsi e che emozioni sono legate a questa festa.

I genitori hanno la possibilità di:

  1. insegnare ai loro figli il concetto di pazienza, poiché occorre attendere fino al 25 per ricevere i doni chiesti a Babbo Natale, magari aiutandoli a comprendere il concetto di tempo che scorre;
  2. far sperimentare la possibilità di trasformare se stessi, poiché durante l’avvento dovranno dimostrare di impegnarsi e di essere buoni per meritare i regali, o almeno di riflettere sui gesti compiuti, accrescendo la conoscenza di sé.
  3. Introdurre il concetto di gratificazione, poiché il loro impegno ha un senso e uno scopo, non cadrà invano ma verrà premiato nel momento in cui scarteranno i pacchetti sotto l’albero.
  4. Infine si può riflettere sull’importanza di dire grazie, poiché non sempre si può regalare tutto ciò che era stato inserito nella letterina a Babbo Natale, anzi è bene che il genitore effettui una selezione, ma è importante che il bambino apprezzi ciò che ha ricevuto, senza rammaricarsi per il resto, facendo esperienza di gratitudine.

Intorno ai 7 anni i bambini iniziano a sospettare che questo “signore vestito di rosso”, che in una sola notte riesce a portare doni a tutti i bambini del mondo, in realtà non esiste e scoprono la verità. Molti genitori si chiedono l’effetto di tale scoperta e se i figli li accuseranno di averli ingannati, ma anche come comportarsi quando arriva il momento di dire loro la verità.

Prima di tutto occorre rispettare i loro tempi; il pensiero magico che li ha contraddistinti fino ai 6/7 anni gli fa credere a Babbo Natale, così come credono che esista l’ossigeno che respirano o i germi sotto le unghie, nella maggior parte dei casi non si tratta di un inganno ai loro occhi.

Proprio per questo sarebbe bello conservare un po’ di magia anche nella spiegazione che diamo, magari sottolineando che ormai loro sono grandi, che sono diventati custodi di un segreto che i bimbi piccoli non possono scoprire, affidando loro una responsabilità da adulti.

Il modo in cui abbiamo vissuto il Natale da bambini avrà una ripercussione sulla nostra esperienza di adulti, per questo ritengo che ci siano anche degli errori da evitare come genitori nei confronti dei nostri figli:

– Natale non è solo felicità, questa festa non ha il potere di far sparire i problemi, né le emozioni che non ci piacciono. Non dobbiamo sentirci in obbligo di essere felici a tutti i costi, e neppure inadatti per la realtà che viviamo.

– Oggi prevale la dimensione sociale del Natale, fatta di luci, regali, cibo e feste, di persone sorridenti e case calde e accoglienti. Anche se si tratta di un aspetto bello, non è l’unico né il solo, esiste anche una dimensione individuale della festa, ciascuno ha il suo personale modo di viverla, di affrontarla e di concretizzarla nella sua esperienza.

Auguro a ciascuno il Natale che sogna!

 

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