I disegni dei bambini: 3 cose da sapere

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La frase più bella che ricordo nella mia vita

l’ha detta un bambino quando parlava di un disegno:

“Che cos’è un disegno? E’ un’idea con intorno una linea”.

E’ bellissimo, questa è tutta la mia vita.

– Bruno Bozzetto, animatore, disegnatore, regista –

Il disegno, allo stesso modo del gioco, è parte integrante dello sviluppo. Attraverso di esso il bambino esprime il proprio mondo interiore e può dare forma alle emozioni che vive.

1. Quando i bambini iniziano a disegnare?

Le prime produzioni infantili non sono veri e propri disegni, ma vengono definiti scarabocchi.

La maggior parte dei bambini a 12 mesi iniziano ad afferrare e a “colpire” il foglio con matite o colori a portata di mano. Infatti all’inizio sbattono il colore per ascoltare il rumore, ma pian piano scoprono che la loro azione lascia una traccia.

Solo tra i 16 e i 18 mesi mettono in relazione più chiara che ogni loro movimento lascia un segno differente sul foglio e trovano molto piacevole tracciare righe e segni con diversi colori.

Infine è verso i 2-3 anni che i bambini danno un nome al loro scarabocchio.

Il periodo che va dai 2 ai 5 anni è fondamentale nello sviluppo del segno grafico, tanto che è stato diviso in stadi e studiato approfonditamente (per approfondire R. Kellogg 1970); se all’inizio il bambino è centrato su di sé e scarabocchia perché gli piace fare qualcosa che lasci un segno visibile, a 3 anni il disegno rappresenta le sensazioni vissute dal bambino, a 5 anni il bambino è interessato di più al giudizio degli altri e cercherà di disegnare ciò che fa piacere all’adulto.

Cc: Evan Kirby
Cc: Evan Kirby

2. Come comportarsi di fronte a scarabocchi e disegni?

* Come genitori ed educatori è importante anzitutto accogliere le produzioni dei bambini senza sottovalutarle né esprimere giudizi, poiché il bambino sta, nel modo che gli è più congeniale, comunicando se stesso;

* Dal momento che nel disegno il bambino rappresenta la realtà che ha interiorizzato e il proprio mondo emotivo è opportuno non forzare né impedire la produzione grafica;

* Soprattutto all’inizio è facile che i disegni si espandano anche su mobili e muri invadendo vari ambienti della casa; questo avviene per la sete di sperimentare e la curiosità di osservare la propria capacità di lasciare tracce visibili, non andrebbero sgridati troppo per questo, ma riportarli ad uno spazio circoscritto.

Infine il disegno può rivelare i disagi che sta vivendo il bambino, le sue paure, le difficoltà che vive; per questo è molto importante dare la giusta importanza anche agli scarabocchi, farsi raccontare i disegni e osservare discretamente i propri bambini.

3. Cosa osservare?

* Quanto spazio occupa il disegno sul foglio: se il bambino è sereno tende a occupare tutto lo spazio del foglio, nel caso contrario ha bisogno di sentirsi rassicurato.

* Come appoggia la matita sul foglio: se il bambino appoggia la matita quasi sfiorando il foglio, allora potrebbe nascondere qualche insicurezza; mentre una presa energica rappresenta l’assenza di preoccupazioni.

* Quali colori sceglie: i colori tenui rappresentano una personalità timida, mentre i colori più vivaci indicano estroversione.

Infine vorrei lasciarvi un suggerimento, cioè quello di conservare i disegni dei vostri figli, magari appuntandovi la data, perché a distanza di tempo potrete osservare i loro progressi e come ai loro occhi si mostrava la realtà.

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