I bambini e la lettura: quando iniziare e cosa leggere?

Cc: Daniela Rey
Cc: Daniela Rey

MAMMA/PAPÁ, MI LEGGI UN LIBRO?

Sono sicura che molti si siano sentiti rivolgere questa domanda dai propri bimbi. Come ogni scelta che facciamo per loro anche la lettura ci pone degli interrogativi: sarà il libro giusto? Si annoia? Come appassionarlo alla lettura? Vediamo di rispondere ad alcune domande insieme.

Quando si può iniziare a leggere?

Io direi da quando il nostro bimbo si trova nella pancia; infatti i neonati nel pancione sentono e hanno già la capacità di memorizzare ciò che ascoltano.

Quando mamma e papà leggono o parlano creano un legame unico con i loro bambino e dopo la nascita la voce del genitore sarà preferita e ricercata tra tutte le altre, perché si tratta di un suono familiare, quindi rassicurante e riporterà la calma nei momenti di stress del piccolo.

La lettura costituisce un modo unico per rafforzare il legame genitore bambino: la certezza di essere amato, degno di attenzioni e del tempo che i genitori gli dedicano,  getta le basi per l’autostima.

Cosa leggere ai bambini?

È importante scegliere libri adatti alle diverse età. 
Mentre nel pancione si può scegliere una storia che ci piace per trasmettere anche le nostre emozioni oltre che la musicalità del testo, nei primi mesi è importante proporre libri con immagini semplici e facce o foto, oltre a ninne nanne e cantilene; dai 6 mesi sarà attratto dalle figure e inizierà ad indicare le pagine, sono importanti i libri tattili e in materiale resistente; da un anno vorrà sfogliare il libro da solo, magari scegliendo quale farsi leggere, ideali sono libri con  finestrelle da aprire e le storie semplici; dopo i 18 mesi i bambini prestano particolare attenzione a storie che fanno riferimento a emozioni, relazioni tra le persone, comportamenti adeguati e regole anche se di breve durata; dai 30 mesi sono fondamentali le fiabe, avere in casa una buona scorta di testi consente al bambino di scegliere e chiedervi la storia che rispecchia ciò di cui ha bisogno in quel momento; infine con l’adolescenza sarebbe opportuno cercare testi che rispecchino il vissuto del ragazzo e siano vicini alla sua storia per le esperienze che raccontano. 

Come leggere?

Ad alta voce. Può sembrare banale, ma dicendo questo non intendo solo riferirmi al tono usato, ma anche al ritmo che diamo alla storia, alla capacità di rappresentare i personaggi con voci diverse, alla produzione di suoni che arricchiscano il racconto, fino alle espressioni del viso che accompagnano la lettura e che consentono al bambino di partecipare e divertirsi insieme al genitore.

Un aspetto da non sottovalutare è il coinvolgimento del bambino. Sarebbe meglio, quando è possibile, lasciare a lui la scelta del libro; leggere con il bambino lo stimolerà a mantenere vigile l’attenzione, a collaborare, a sviluppare nuove abilità, ad esercitare la memoria e il linguaggio, in quanto lo si rende protagonista facendolo sfogliare le pagine, completare le frasi o aiutandolo a mettere in pratica ciò che è in grado di fare.

La ripetizione è un aspetto che spesso mette in crisi i genitori, ma che i più piccoli non si stancano mai di chiedere. Leggere la stessa storia una, due, dieci volte, fino a terminare la voce! Perché è così importante? I bambini memorizzano la storia e sentirla rileggere offre loro un senso di sicurezza e prevedibilità; in più ogni volta possono soffermarsi su aspetti diversi e apprendere informazioni nuove.

 

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