Impariamo di nuovo a vivere nel qui e ora

Marta Sclafani Yoga

“Acqua?” chiedo ad Alice e Rebecca mentre sono intente nelle loro attività di gioco. Subito quattro occhioni si alzano verso di me e contemporaneamente le due piccole si strappano il loro amatissimo ciuccio dalla bocca come se non ne volessero mai più sapere e lo lanciano dove capita. “Cacqua! Cacqua!” esclamano correndo verso di me – manco ci trovassimo nel deserto 🙂

Appena dissetate, tornano ai loro giochi. E nella migliore delle ipotesi non realizzano di essere sprovviste del loro ciuccio. Almeno per qualche minuto.

Perché vi racconto ciò? I bambini sono i nostri guru, i migliori maestri di vita che noi adulti possiamo incontrare – se siamo presenti ed attenti nell’osservarli e cogliere i loro preziosi insegnamenti. I bambini vivono sempre nel qui e ora e questo è il più grande esempio per noi adulti, abituati a vagare con la mente prevalentemente nel passato o nel futuro. Se un bambino ora ha sete, ha sete. Punto. Dunque perché dovrebbe tenere il ciuccio con sé, se in questo momento ha sete? L’unica cosa che ora conta è dissetarsi. Il resto troverà una soluzione al momento opportuno.

Non sto incitando noi adulti a vivere così tanto alla giornata al punto da comportarci come se domani non esistesse più il mondo – è ovvio che necessitiamo di organizzare i nostri impegni quotidiani e per questo dobbiamo pensare al futuro. Ma se il nostro pensiero è costantemente ingabbiato nel passato o nel futuro, non stiamo davvero vivendo. Per capire dove si trova la nostra mente basta domandarsi se in questo momento c’è gioia e leggerezza in quello che stiamo facendo. Se così non è, allora il tempo sta oscurando il presente e la vita viene percepita come un peso. Ancora possiamo domandarci se in questo preciso istante manca qualcosa. Non fra 10 minuti o domani, ora. Manca qualcosa in questo momento?

La mente tende naturalmente a sfuggire il momento presente ma così facendo perdiamo la preziosa opportunità di vivere davvero. Secondo Thich Nhat Hanh la presenza mentale ci libera dalla distrazione e dalla dispersione (di energia, aggiungo io) e ci consente di vivere pienamente ogni istante. Il respiro è il ponte che connette la vita alla coscienza, che unisce il corpo ai pensieri. Ogni volta che la mente si perde, il respiro è il mezzo che ci consente di riportarla indietro.

Il respiro è davvero un nostro prezioso alleato! Imparare a respirare è la base per una vita serena (una vita vissuta nel qui e ora!) perché ci permette di entrare in contatto con le nostre emozioni e di gestirle, impedendo che queste prendano il sopravvento su di noi. Lo Yoga si differenzia dallo sport per l’attenzione sul respiro. Senza focalizzazione, senza controllo del respiro, non c’è Yoga. C’è magari un buon esercizio fisico, ma non Yoga. E percepire profondamente il nostro respiro ci permette di vivere qui e ora, nel momento presente.

Imparare a controllare la propria mente, a mantenere la consapevolezza al proprio respiro richiede costanza e disciplina. È un lavoro interiore che richiede molto tempo. Oggi vi propongo un simpatico esercizio di meditazione di Thich Nhat Hanh per iniziare questo viaggio interiore: lavare i piatti. Si avete letto bene: lavare i piatti.

Lavate i piatti con tutta calma, come se ogni scodella fosse un oggetto di contemplazione. Trattate ogni scodella come una cosa sacra. Seguite il respiro per prevenire la distrazione. Non cercate di sbrigarvela il prima possibile. Lavare i piatti deve essere la cosa più importante della vita. Lavare i piatti è meditazione. Se non sapete lavare i piatti con consapevolezza, non saprete neppure sedervi in silenzio a meditare.

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