Festa della Donna: parliamone

Festa della donna

Corriamo su e giù tutti i giorni, cerchiamo di districarci tra i mille impegni quotidiani: noi donne, mamme e non solo, siamo le regine del famoso “multitasking”, sappiamo fare più cose contemporaneamente e siamo abituate ad ottimizzare il nostro tempo organizzandolo al meglio. 
Quale giorno migliore per ricordarlo se non l’8 marzo, ovvero la Giornata Internazionale della donna?

Lo dimostra anche una recente ricerca: “il Censis infatti ha stabilito che in una giornata, calcolata sulla media di una settimana, le donne hanno un’ora in meno di tempo libero, quasi quattro ore in più di lavoro familiare e circa due ore in meno di occupazione retribuita”. 
E ancora, “l’Ocse afferma che gli uomini italiani sono ancora poco collaborativi nei lavori domestici e dedicano ad aiutare le partner soltanto 100 minuti in media al giorno”.

Non ci siamo insomma: non che sia una novità, non si tratta di notizie nuove per le nostre orecchie. Dalle retribuzioni alla tipologia di contratto, alla vita quotidiana/domestica, il gap tra le donne e gli uomini è ancora molto alto e decisamente inferiore rispetto agli altri Paesi europei.

Non a caso, la Festa delle donna, si presenta sempre più come occasione per discutere e parlare pubblicamente e, ad alta voce, di temi legati alla condizione culturale, politica, sociale ed economica di noi donne. Scioperi, manifestazioni, iniziative: tutti e tutte mobilitati per ricordare ciò che è stato fatto e ciò che ancora rimane da fare.

Sì, perché a pensarci ci si rende conto in fretta che non solo siamo ancora indietro in quanto a parità di genere, ma anche che, tra l’altro, si continua ad utilizzare l’immagine della donna in maniera sessista e denigrante.

Proprio ieri si è scatenata l’ennesima bufera sui social, questa volta per via della campagna pubblicitaria lanciata dalla maison Yves Saint Laurent: i manifesti affissi per le strade di Parigi, raffiguranti una modella magrissima in body riversa su uno sgabello con le braccia penzoloni, le gambe divaricate coperte di calze a rete e dei pattini dai tacchi altissimi, hanno suscitato indignazione da parte dei passanti. Un’idea infelice che, proprio a ridosso dell’8 marzo, spinge a riflettere ancor di più su questa giornata e sul suo significato.

Rimaniamo un po’ con l’amaro in bocca insomma, ma con la speranza che la voce delle donne, il buon senso e la cultura possano portare ad un futuro migliore in questo senso.

Probabilmente è la stessa speranza del sociologo Saro Trovato, fondatore dell’associazione culturale Liberiamo, la piazza digitale per chi ama i libri e la cultura, che proprio ieri ha lanciato insieme alla sua associazione la campagna ImWoman: un video raccoglie la voce di mamme, manager, professioniste, studentesse, nonne e casalinghe raccontando cosa vuol dire essere donna oggi, invitando a celebrare l’orgoglio femminile.