Cane e gatto: chi l’ha detto che non si può

bimba con cane

Ricordo che da bambina il mio più grande desiderio era quello di avere un gattino. Ricordo di aver ripetuto a mo’ di disco rotto la frase “voglio un gatto”, alternando opportunamente le parole papà e mamma a seconda di chi dei due mi trovavo di fronte. Speravo che il condizionale “vorrei tanto un gattino” e la cortesia del “per favore, mi prendete un gatto?” sortissero l’effetto desiderato. 
Ma niente. Irremovibili i miei genitori, persino di fronte ai miei innumerevoli pianti isterici. Tornavo a casa dopo essere stata dalla mia amica Benny che aveva non solo un gatto, ma anche un cane. Per la serie, #MaiUnaGioia. E io sognavo davanti alla rivista “Amici di Casa” di poter giocare un giorno con il mio gattino. Pensavo anche a come avrei voluto chiamarlo.

Poi sono cresciuta, mi sono documentata (sempre sulla rivista di cui sopra), scoprendo che il mondo degli animali domestici non si limitava ai più comuni cane e gatto, ma che c’era una quantità di piccoli animaletti da appartamento che potevano fare al caso mio. 
Intanto ho finito la scuola elementare, poi le medie, poi le superiori. E il ‘Big No’ dei miei genitori non si è mai trasformato non dico in un ‘Big Yes’, ma nemmeno in un timido ‘sì’. 

Breve (mica tanto) storia triste. 

E allora lì per lì mi sono rassegnata, pensando che una volta cresciuta mi sarei presa tutti i gatti che volevo. Per il momento ho un fidanzato: “animale da compagnia” a tutti gli effetti.

Non posso biasimare i miei genitori però; in effetti prendere un animale domestico è sempre un impegno. Dal cane fino al pesce rosso, comportano sempre cure e costi
Certo, spiegare tutto questo a un bambino, è mooolto difficile. C’è chi lo sa meglio di altri, come me, perché l’ha vissuto sulla propria pelle; in ogni caso è un dato di fatto innegabile. 

Così come è innegabile che i bambini adorino i cuccioli e, per questo, uno dei regali più desiderati e più ambiti dai nostri piccoli è proprio quello di avere un animale da tenere in casa con sé.

Spesso si tratta di un capriccio momentaneo: se molti compagni di scuola hanno il cane/gatto/coniglio di turno, inevitabilmente il nostro bimbo tornerà a casa dicendo che ne vuole uno anche lui. Se però non si tratta di un semplice capriccio, potrebbe non essere una cattiva idea accontentare il nostro piccolo. Anzi! 
Sì, è vero, i cuccioli sono bellissimi e infinitamente teneri: insomma dei veri e propri acchiappacoccole. Avete mai pensato però a quante cure e quante attenzioni richiedono? 
Il cibo, le passeggiate fuori per i cani, gli esami dal veterinario, varie ed eventuali.

Avere in casa un animale però, può aiutare il nostro bimbo a sviluppare il senso di responsabilità, il rispetto verso la natura e verso gli altri. Sembra una banalità per noi adulti, ma un bambino che si preoccupa di dare da mangiare al proprio animale, di portarlo a fare una passeggiata, di cambiargli la lettiera, dimostra di essere maturo, rispettoso e sensibile.
Anche tanti specialisti – pediatri, psicologi, pet therapist, veterinari – confermano che la presenza di un animale domestico sia assolutamente positiva e formativa per i nostri bambini. 

dog and child

Quali sono i pro di avere un pet in casa?

Molti studi hanno dimostrato che i bambini che vivono con un amico a quattro zampe hanno un Intelligenza Emotiva (IE) più sviluppata. Se vi state chiedendo che cosa sia l’intelligenza emotiva, eccolo spiegato brevemente: “L’intelligenza emotiva è la capacità di comprendere, gestire ed esprimere in modo efficace i propri sentimenti e interpretare quelli delle altre persone ed è considerata una chiave determinante per una migliore e più ricca qualità della vita.” 

Stare a contatto con un animale, consente ai bambini di imparare a relazionarsi con l’altro e a comprendere le proprie emozioni. Nutrire l’animale, accudirlo, tenergli compagnia, farlo giocare sono tutte azioni quotidiane che i nostri bambini inizialmente vedono fare a noi genitori, e che, di riflesso, imparano.

Avere un compagno a quattro zampe in casa dunque, qualunque esso sia, aiuta i nostri piccoli a capire come prendersi cura di qualcuno e genera in loro maggiore empatia e compassione non solo nei confronti degli animali, ma anche verso gli uomini. 
La vicinanza, la convivenza con un animale insomma influisce positivamente a livello emotivo e psicologico sui bambini. Se ci pensiamo infatti, imparano a conoscere le proprie emozioni, a relazionarsi con l’altro, a comprendere il ciclo della vita semplicemente stando accanto al proprio animale.

I bambini poi giocano, parlano con gli animali, li accudiscono: sapete quanto influiscono questi aspetti nello sviluppo cognitivo dei piccoli? Tanto. Tanto perché già dalla tenera età il nostro bimbo impara ad essere responsabile, a migliorare il proprio linguaggio verbale e a sentirsi indipendente e competente, “semplicemente” perché da’ da mangiare al suo animale, ad esempio. Sembra che parlare con un animale inoltre, aiuti i bambini a combattere la balbuzie.

Tutto molto bello, insomma. Certo, poi decidere di prendere un animale in casa propria, non è qualcosa che si fa in quattro e quattr’otto. Noi genitori abbiamo tanti motivi di preoccupazione, tante ragioni per essere indecisi sul tema.

E se fa male al mio bambino? E se trasmette infezioni o malattie?

Sono tutti dubbi legittimi, ma con le giuste precauzioni non c’è da preoccuparsi di nulla. Specialmente per quanto riguarda la questione igienica, a meno che i bambini non soffrano di particolari patologie e immunodeficienze, basterà prestare attenzione all’igiene degli animali, ai luoghi e agli oggetti che utilizzano. Quindi:

  • controllare che l’animale sia sempre in buona salute, rispettando le vaccinazioni e facendo controlli periodici dal veterinario;
  • disinfettare gli ambienti e le ciotole ogni settimana;
  • far lavare le mani al bimbo dopo aver giocato con lui.

Certo, poi se decidete di prendere una tartaruga d’acqua, un pesce rosso o un criceto, potrete stare ancora più sereni. I vostri bimbi non potranno certo abbracciarli, ma troveranno sicuramente il modo per giocare con loro e di affezionarsi al loro nuovo amico.

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