“I no che aiutano a crescere”

tè e libro

Figlia, amica, mamma, lavoratrice: quante cose siamo noi donne.
In 24ore riusciamo a fare quello che qualunque altro essere umano normalmente farebbe in 2 giorni. 
E, guarda un po’, magari riusciamo anche a ricavare del tempo per noi stesse. Per leggere, ad esempio. Certo, forse meno spesso di quanto ci piacerebbe farlo, ma questo è un altro discorso. Magari per alcune di voi queste parole suonano come pura utopia. Ma noi non ci scoraggiamo e, anzi, speriamo che servano anche come spinta per cercare di ricavarsela quella manciata di minuti per leggere.

Ci sono tanti libri che meritano di essere letti. Sapendo che il tempo di una mamma è veramente molto poco, cerchiamo di proporvi libri piacevoli da leggere, ma che abbiano un significato per voi in quanto donne e che possano aiutarvi nel difficile, quanto meraviglioso compito di essere mamma.

I no che aiutano a crescere di Asha Phillips

Feltrinelli

Fare i genitori è il mestiere più difficile del mondo. Frase trita e ritrita, vecchia e stravecchia, ma indubbiamente veritiera. Educare i figli è veramente qualcosa di complesso: l’onere e l’onore maggiori spettano a noi mamme e papà, ma ci sono tante altre figure poi che interagiscono con i nostri figli e che ne influenzano i comportamenti. Spesso le situazioni ci portano a dire un ‘sì’ in più per evitare di generare panico o delusione nei nostri figli, ma siamo sicuri che sia sempre la soluzione migliore? Il rischio di passare dall’essere “genitore buono” a “troppo permissivo” è dietro l’angolo ed è bene capire quando un ‘sì’ rischia di diventa inappropriato e poco sensato.

Quando dire sì e quando dire no? È davvero opportuno mostrarsi sempre rigidi e intransigenti con i propri figli? E se sì, da che età? Le domande sono infinite e le risposte sono altrettante.

Asha Phillips, psicoterapeuta infantile, racconta una serie di esempi pratici e di casi studiati che aiutano a capire che dire di no non è necessariamente sinonimo di chiusura o ostilità verso i propri figli.

“Un no non è necessariamente un rifiuto dell’altro o una prevaricazione, ma può invece dimostrare la fiducia nella sua forza e nelle sue capacità. È il necessario corollario del dire sì: entrambi sono importantissimi.”

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