Back to school: attenzione ai pidocchi!

bambino con i pidocchiSettembre = scuola = pericolo pidocchi

Forse è una conclusione troppo frettolosa e non sempre vera, ma di certo è un pensiero che fra le mamme torna puntualmente di questi tempi. La scuola, l’asilo nido, la palestra, l’oratorio, qualunque altro luogo affollato e in cui si trascorre molto tempo può diventare un ambiente pericoloso per i nostri bambini, solitamente le prede preferite di questi fastidiosi insetti.

I pidocchi, nome latino pediculus humanus capitis, sono insetti dall’aspetto grigio-biancastro senza ali; si nutrono di sangue pungendo il cuoio capelluto e allo stesso tempo rilasciano una sostanza che provoca un forte prurito. Le uova, dette lendini, vengono deposte dai pidocchi femmina alla radice dei capelli e si schiudono dopo circa 7 giorni.

Se un giorno il vostro piccolo dovesse tornare a casa con questi ospiti indesiderati, non allarmatevi comunque, né tantomeno vergognatevi della situazione: sono cose che succedono in generale, e in particolare ai bambini.

Prima di tutto bisogna assicurarsi che sia in corso l’infestazione dei pidocchi. Come?

Beh, sicuramente se vi siete posti il dubbio è perché i vostri figli si sono lamentati del prurito in testa o li avete visti voi stessi grattarsi ripetutamente e con forza. Se ciò avviene, significa che hanno già delle uova depositate in testa, dato che i sintomi compaiono dopo una settimana circa.

Osservando il cuoio capelluto infatti, potreste vedere delle uova molto vicine alla radice dei capelli o addirittura degli insetti vivi dietro le orecchie e sulla nuca. Le uova si presentano come dei puntini bianchi e sono piuttosto difficili da rimuovere perché attaccate al capello con la colla resistente depositata dall’insetto.

Ricordatevi che il contagio non avviene per semplice prossimità; i pidocchi infatti non avendo le ali, non volano e non saltano da una testa all’altra. È più probabile invece che la trasmissione avvenga con lo scambio di oggetti personali o indumenti come sciarpe, cappelli, spazzole, fermagli, oppure con il contatto diretto tra due persone (un abbraccio, ad esempio).

Veniamo ai rimedi che, nel momento del bisogno, è bene tenere a mente.

Come già saprete, quando si tratta di cure/terapie e “antidoti”, noi di Famideal rivolgiamo sempre lo sguardo verso l’universo naturale. Quest’estate, non a caso, vi avevamo suggerito alcuni rimedi naturali contro le zanzare, altri insetti odiosi.

Partiamo innanzitutto con una sostanza che è un po’ un passe-partout, usato in cucina e dotato di mille altre proprietà. Chi è? L’aceto!

Usato per combattere i pidocchi, risulta efficace sia per il suo forte odore, non gradito dagli ospiti-insetto, sia per sciogliere il collante delle uova.

Basta diluire 1 bicchiere di aceto di vino o di mele in un litro di acqua calda per effettuare lo sciacquo finale dopo lo shampoo; in alternativa, si può anche mescolarlo direttamente con lo shampoo.

Per rimuovere le uova invece, occorre innanzitutto procurarsi un pettine a denti stretti, meglio se di metallo; immergendolo nell’aceto l’operazione dovrebbe risultare meno faticosa, dato che l’aceto funziona come sgrassante in grado di sciogliere la colla depositata dagli insetti.

Meglio ripetere frequentemente queste pratiche, per un’azione più efficace.

Anche gli oli essenziali sono utili per sconfiggere questi antipatici nemici; sono dotati di proprietà insetticide e, infatti, sembra che provochino nei pidocchi delle crisi respiratorie. 

pettine a denti stretti

I più adatti per questo scopo sono l’olio essenziale di lavanda, di eucalipto, di timo, di rosmarino e di anice. Oltre a questi anche l’olio essenziale di semi di pompelmo, l’olio di Andiroba e l’estratto di corteggia di Amargo possiedono qualità repellenti contro questi parassiti.

Gli oli essenziali sono da utilizzare insieme all’olio di oliva: si aggiungono alcune gocce in un cucchiaino di olio prima di applicarli sul cuoio capelluto. Le dosi per un trattamento sono di circa 3 cucchiaini di entrambe le sostanze.

Ma il primo fra tutti ad essere citato in questi casi è l’olio di Neem. Ha un odore molto sgradevole non solo per l’uomo, ma anche per i pidocchi. Quest’olio veniva usato anche in passato, proprio per le sue proprietà antibatteriche, antivirali e antisettiche non solo sugli uomini, ma anche sugli animali, soggetti a pidocchi e a parassiti di altro genere. È possibile acquistare quest’olio sia in erboristeria che in farmacia; per apprezzarne gli effetti, basta applicarne qualche goccia sull’attaccatura dei capelli e sulla nuca dei vostri bambini.

Gli oli essenziali possono anche essere mescolati allo shampoo, in dosi di 10 gocce o, in alternativa, direttamente su cute, nuca e fronte dei vostri bambini. Se la “malcapitata” è una bimba, potete anche versare le gocce di olio essenziale di tea tree, chiodi di garofano o rosmarino su una fascia da farle tenere in testa durante il giorno.

Oltre a questi rimedi naturali, ci sono però anche altri accorgimenti che è bene mettere in pratica per non favorire la riproduzione e la diffusione dei pidocchi. Via ai consigli pratici quindi!

  • Per prima cosa lavare frequentemente la testa dei bambini, avendo cura di controllare se ci sono uova nei giorni successivi al trattamento.
  • Lavare a 60° lenzuola, federe e vestiti in modo tale che l’alta temperatura sterilizzi tutto ciò che viene a contatto con la testa.
  • Immergere in acqua bollente pettini e spazzole dopo il trattamento.
  • Evitare che il bimbo presti oggetti o indumenti a compagni di scuola o amici.
  • Isolare in un sacchetto di plastica (per almeno 10 giorni) gli oggetti che non possono essere lavati, per esempio i peluches. I pidocchi infatti muoiono dopo circa 48-72 ore lontano dagli ospiti.
  • Tagliare i capelli invece, al contrario di quanto si possa pensare, non rappresenta realmente una soluzione; è comunque utile per controllare in maniera più facile e veloce lo stato dei capelli dei vostri bimbi.

Speriamo che il ritorno a scuola dei vostri piccoli o l’inizio del ciclo scolastico non prenda avvio con una situazione sgradevole come quella descritta qui sopra; qualora doveste trovarvi in questa condizione, potrete comunque risolvere tutto in un tempo mediamente breve e…”naturalmente”! 🙂

Ancora nessun commento

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato.