Metodo Montessori: quando il bambino è “maestro”

Metodo MontessoriMamme e papà dietro lo schermo del pc, dello smartphone o del tablet, oggi scriviamo di un tema molto diffuso nel mondo dell’educazione scolastica: il metodo Montessori.

Possiamo tranquillamente dire che si tratta di un argomento conosciuto, almeno a grandi linee, dalla maggior parte delle persone, con o senza figli. Se ne è parlato tanto in passato e ancora oggi può succedere che sia oggetto di discussione: si tratta, in ogni caso, di un metodo indubbiamente interessante e rivoluzionario se lo si confronta con i metodi pedagogici tradizionali. D’altra parte se è diventato famoso in tutto il mondo una ragione dev’esserci, non credete?

Settembre è ancora lontano, con lui la scuola, e noi non abbiamo alcuna intenzione di interrompere o rovinare il momento di dolce far niente tipico delle vacanze; c’è chi però ha i bimbi piccoli e intende informarsi sulle modalità di insegnamento e magari ora è in fase di valutazione. Per voi e per tutti i curiosi in generale, può essere utile un approfondimento sull’argomento.

Proviamo quindi a raccontare meglio in che cosa consiste il metodo Montessori, partendo dalla storia di chi lo ha ideato.

Medico, pedagogista, educatrice, filosofa e scienziata, Maria Montessori è l’ideatrice di questo metodo educativo. Donna colta e dallo spirito critico molto acuto, Maria Montessori dà vita al suo pensiero pedagogico proprio partendo dalla critica alla “psicologia scientifica”, sviluppatasi a inizio Novecento.

Ciò che probabilmente rende questo metodo così affascinante e rivoluzionario è il fatto che metta al centro la figura del bambino. Voi direte forse: è la novità qual è? In fondo anche nell’educazione “classica” il bambino viene seguito in modo tale che si formi, studi, interagisca con altri coetanei: tutto perché diventi una persona responsabile ed equilibrata, grazie alla guida e alla supervisione degli adulti.

Maria Montessori interviene proprio sui ruoli di bambini e adulti. Nel metodo da lei ideato, la situazione sembra capovolgersi: il bambino è da considerarsi come “maestro”, un concetto probabilmente quasi inconcepibile per chi si ritrova a convivere con delle piccole pesti in casa. Scherzi a parte, il bambino assume un ruolo totalmente centrale: è maestro di se stesso perché impara dall’ambiente circostante e da ciò che la natura offre per la sua crescita fisica e psichica. 

La figura adulta in questo contesto assume quindi una veste molto differente rispetto a quella comunemente nota. I genitori, i maestri di scuola e in generale qualunque figura adulta interagisca con i nostri bambini, più che agire dando ordini deve osservare. Soltanto in questo modo il piccolo si sentirà davvero libero da qualunque imposizione e potrà comportarsi secondo ciò che sente, ciò che vede, ciò che gli sta intorno.

Il metodo di Maria Montessori è molto strutturato e prevede varie applicazioni. Diciamo però che i punti chiave di questo pensiero pedagogico che ha fatto il giro del mondo e che tuttora ci viene invidiato dagli altri paesi, sono quelli che leggete qui di seguito.

Educare il bambino all’indipendenza

Vostro figlio deve poter fare tutto da solo. Non pensate che questo significhi essere dei genitori irresponsabili: tutt’altro! Più i vostri figli faranno da soli, più percepiranno come conquista ogni cosa che fanno e più si sentiranno sicuri delle proprie capacità. Detto con le parole di Maria Montessori:

“La madre che imbocca il bambino senza compiere lo sforzo per insegnargli a tenere il cucchiaio, non lo sta educando, lo tratta come un fantoccio. Insegnare a mangiare, a lavarsi, a vestirsi è un lavoro ben più difficile che imboccarlo, lavarlo e vestirlo”.

Il bambino non è mai troppo piccolo

Maria Montessori, afferma che l’età non è una discriminante. Non c’è un’età corretta per imparare, basta semplicemente lasciar fare cose facili ai bambini, cose adatte alla loro età che non risulteranno faticose o impossibili.

La precisione

Gli occhi dei bambini vedono tutto e sono attratti dai dettagli: insegnategli a mettere a posto il sapone quando si lavano le mani, mostrategli come si apparecchia la tavola e loro si impegneranno a ripetere i vostri gesti con estrema cura e attenzione.

Adulti = angeli custodi

Quali parole migliori di quelle della stessa Maria Montessori per spiegare questo concetto:

“Il maestro deve ridurre al minimo il proprio intervento. Non è un insegnante che sale in cattedra e dispensa dall’alto il suo sapere, ma deve essere un angelo custode, deve vigilare affinché il bambino non sia intralciato nella sua libera attività. Deve osservare molto e parlare poco”.

Niente obblighi

Fate in modo che il vostro bimbo non si trovi a dover fare qualcosa che non vuole: assecondate i suoi tempi e le sue volontà. Se vuole fare un sonnellino invece che giocare, accontentatelo ☺

Madre natura

Fate vivere vostro figlio a contatto con la natura, fatelo correre in mezzo ai prati, seguite il suo passo e non limitatelo. La bellezza della natura lo stimolerà e lo aiuterà a sviluppare il senso del tatto, della vista e dell’udito.

Educazione Montessori

Il metodo montessoriano è applicato a qualunque grado scolastico, dal nido alle scuole superiori, ed viene impiegato in tutto il mondo.

A livello pratico, il metodo prevede che tutti gli spazi in cui si muove il bambino siano arredati con oggetti e mobili realizzati ad hoc per lui. Così gli scaffali, la sedia e la scrivania saranno a misura di bimbo, il lettino sarà di altezza ridotta: tutto realizzato in modo tale da essere a portata di…bambino!

I giochi sono moltissimi: oltre alla classica scatola per imbucare, indicata per i bambini fino ai 3 anni (e che volendo potete costruire anche da soli), vi segnaliamo un altro gioco molto carino per aiutare i vostri figli ad imparare a distinguere i colori.

Disponendo 11 colori in barattolini o bicchierini diversi e mettendo sulla scrivania sia fogli bianchi sia colorati, il bambino sarà libero di provare a scrivere e disegnare su entrambi. Scoprirà da sé, ad esempio, che scrivendo con il colore bianco sul foglio bianco non vedrà nulla, o che scrivendo in giallo sul foglio blu otterrà una traccia verde e così via.

Vi lasciamo con le parole di Maria Montessori, indubbiamente di grandissima ispirazione.

Se v’è per l’umanità una speranza di salvezza e di aiuto, questo aiuto non potrà venire che dal bambino, perché in lui si costruisce l’uomo.

Maria Montessori – Educazione per un mondo nuovo.

3 Commenti
  1. Bell’articolo. Nel metodo Montessori infatti il bimbo deve essere lasciato al di fuori degli schemi e dobbiamo lasciarlo esprimere.
    Solo così può imparare in maniera più veloce e può imparare a superare i problemi non solo in quella situazione

  2. Ciao

    Che ne pensate dell’importanza del lettino basso? Ho visto mille proposte: modificare un lettino Ikea, farselo da soli, comprarne uno di Woodly, chiamare un falegname, o un nonno volenteroso , quando disponibile .
    Ci date quanche consiglio al rigurdo
    Grazie

    Bea

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