La principessa e il drago.

Quando leggo certe notizie non posso non pensare allo zelo di alcuni genitori. Li ammiro, sinceramente, per l’attenzione spasmodica che mettono nell’analizzare e giudicare quello che i loro figli incontrano nel mondo. Adoro come riescono a controllare ogni cosa, facendo in modo di proteggere e mantenere il loro pargolo “pulito” e lontano dagli orrori culturali in cui siamo immersi.

E oggi questa notizia “La principessa salva il principe”, e due genitori di Massa Carrara tolgono la bimba da scuola: “No al gender” mi ha lasciata di stucco.

Ma seriamente pensiamo che una fiaba del genere possa orientare le scelte di vita dei nostri figli? Seriamente una principessa non può salvare un principe? E perché mai? Forse le nostre bambine sono da considerarsi meno forti, meno coraggiose e meno capaci dei nostri bambini? Mah. E se invece favole come questa insegnassero alle bambine e ai bambini a fare squadra, a rispettarsi da pari, a puntare in alto consci che ciascuno di loro può riuscire, indipendentemente dal sesso cui appartiene?
Davvero, sono perplessa. Usare parole come gender (che giuro io ancora non ho capito in che accezione venga utilizzato per la maggior parte del tempo) per “mettere all’indice” letture o opere artistiche che dovrebbero invece avere il compito di aprire la mente e il pensiero dei nostri figli, verso un mondo possibile fatto di armonia e di rispetto, mi pare del tutto fuori luogo.

E dire che un bambino si traumatizza nell’ascoltare una favola in cui la principessa salva il principe mi sembra non solo eccessivo ma anche falso nella sostanza. Un paio di estati fa, al ritorno dalla consueta vacanza estiva in Puglia durante la quale una sera avevamo cenato con due amici, Andrea e Antonio, in una bellissima masseria, mentre facevamo il bagnetto Emma come nulla fosse mi chiede: “Mamma, ma zio Andrea e zio Antonio (sì gli amici sono tutti zii) si amano?”.

Non mi ha chiesto “sono fidanzati”, “sono sposati”, “sono gay” o altro. Mi ha chiesto con la dolcezza e la purezza di una bambina di due anni e mezzo: “si amano?“.
In quel caso specifico la risposta era no, e le ho spiegato che zio Antonio e zio Andrea sono solo grandi amici da tanti anni. Ma se la risposta fosse stata sì, per lei non sarebbe cambiato assolutamente nulla. Perché i bambini conoscono quello che conta nella vita. E quello che conta, è solo l’Amore.

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